Cordate e correttivi

Di Hattori Hanzo

Dal ventiquattro giugno, giorno del ballottaggio per l’elezione del sindaco di Siena, non sono passati nemmeno tre mesi e già ci sono cordate politiche e cordate imprenditoriali, poi ci sono il sindaco e la maggioranza che lo sostiene. Alcune scelte prettamente politiche, riferibili ad alcuni partiti della stessa maggioranza per niente lungimiranti, hanno generato confusione e disorientamento tra gli stessi elettori della maggioranza. Cose che possono capitare e che sono sempre accadute nelle umane vicende politiche; in corso d’opera, sicuramente, la maturità si sostituirà alla superficialità iniziale e ci saranno i necessari correttivi. Di certo al sindaco non mancano i canali e le capacità (attraverso un percorso dialogante), per ricucire e riannodare rapporti e livelli di fiducia, con i suoi stessi elettori e con le varie articolazioni sociali ed economiche cittadine. Il dialogo è senza alcun dubbio il giusto viatico per gli interessi della città e per il giusto clima al fine di rendere produttiva l’azione amministrativa. L’altro elemento che compone il quadro attuale, qui a Siena, è la mancanza di un’opposizione politica e istituzionale. La conferma di questa assenza è l’atteggiamento fuori tempo e fuori luogo di Valentini Bruno, “nuovo astro nascente” del PD senese, che fa finta di non aver fatto il sindaco di Siena fino al ventiquattro giugno e dal giorno che ha perso non perde occasione per polemizzare, in pratica sul nulla, con il nuovo sindaco. Anche in questo comportamento di Valentini ci trovate la spiegazione del perché il PD ha perso le elezioni a Siena: l’assenza di autocritica e la non comprensione che molti elettori di centrosinistra hanno fatto pagare l’arroganza politica (e non solo), degli ultimi 20 anni. Ma la lezione non è servita, visto che la risposta del PD alla sconfitta sono state le liste per le espulsioni dei dissidenti e il tentativo di relegare la botta elettorale alle bizze di “vecchi arnesi”. Tra l’altro è alquanto inopportuno, che la presidente della commissione di garanzia del PD, che decide le espulsioni, ricopra al tempo stesso la carica di amministratore nel cda di una società che gestisce servizi pubblici per i cittadini senesi, compresi anche i cittadini oggetto di decreto politico di espulsione dal partito.
Ma la questione rilevante sono le cordate, soprattutto quelle imprenditoriali, che ruotano intorno a Sei Toscana, il gestore del ciclo dei rifiuti anche per la città di Siena. Alcuni organi d’informazione hanno riportato la notizia che una cordata di società interessate a scalare Sei Toscana fa “riferimento a Moreno Periccioli”. Non abbiamo letto alcuna smentita da parte di Periccioli e in assenza di una smentita, sarebbe opportuno che il consigliere comunale del PD Giulia Periccioli (figlia di Moreno) si dimettesse dalla carica, considerato che il comune di Siena è tra i comuni interessati dalla gestione di Sei Toscana. È doveroso separare le istituzioni elettive dalle cordate imprenditoriali: questo sano principio vale per la maggioranza, che per le opposizioni.
Delle cordate politiche avremo modo di parlarne in seguito, verso novembre, per capire quali e quante saranno sopravvissute.

(Nella foto di copertina Moreno Periccioli)

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